Prof. Renato Ugo
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Comunicato 30/08/2006
 

L'elenco delle pubblicazioni è in aggiornamento.

Comunicato 01/08/2006
 

E' on-line il nuov sito del Prof. Ugo.

Comunicato 23/06/2006
 

Il Prof. Ugo è stato chiamato a far parte del Comitato Strategico della città di Milano.

VITA PRIVATA stampa

Sono nato a Palermo nel 1938 da madre siciliana e da padre istriano. Durante la guerra mi sono lentamente spostato al Nord: Catania, Bologna, Orvieto, Como, Padova e poi Milano.
Milano è infine divenuta la mia città dove ho svolto i miei studi fino al raggiungimento della laurea. Milano è stata poi la sede accademica dove ho iniziato e poi svolto la mia attività di docente e di ricercatore, grazie anche all’aiuto e all’esempio di un grande maestro come il Professor Lamberto Malatesta.
Milano è quindi la città che ho imparato negli anni ad amare ed apprezzare. Ricordo in particolare quando tra i sedici e i ventidue anni passavo le mie serate nel bar (non esisteva la televisione) che si trova ancora oggi a lato della Chiesa Rossa dei SS. Nereo e Achilleo, in fondo a Viale Argonne.
In questo bar ho conosciuto la potenzialità, per chi volesse impegnarsi, che offriva questa città, incontrando i giovanissimi Armani, Pollini, Iannacci, De Silva e altri che lo frequentavano e che poi hanno avuto un gande successo nella vita profesisonale.
In questa città ho respirato, anche senza allora intuirla, l’effervescenza e la spinta di un Paese che si riprendeva dalla guerra e cresceva rapidamente. Ho provato questa inebriante sensazione per esempio quando, preparando la tesi di laurea sperimentale o appena laureato, frequentavo saltuariamente i laboratori del Prof. Natta al Politecnico e della Montecatini in Via Colombo.
Si respirava, in quei luoghi, l’aria di una scuola rinascimentale dove nuove idee nascevano e dove si coglieva l’entusiasmo che veniva dal successo. Questa esperienza di gioventù, come apprendista di bottega, si è completata con un soggiorno post-dottorale in Inghilterra e si è arricchita nel tempo con attività di ricerca avanzata, di docenza universitaria, di consulenza professionale e infine di management industriale. Il soggiorno all’estero, avevo ventisei anni, è stata un’esperienza unica dove non solo ho affinato le mie competenze di chimico ma ho anche appreso a rispettare gli altri,  ho apprezzato la libertà di scegliere la mia ricerca, ho conosciuto la necessità di muoversi in un orizzonte internazionale. Allora è iniziata veramente la mia carriera di ricercatore di livello internazionale. Poi come docente e ricercatore ho avuto e ho ancora molte soddisfazioni e tanti allievi, molti dei quali ormai professori ordinari o di seconda fascia, non solo all’Università Statale di Milano, ma anche all’Università di Pavia, all’Università dell’Insubria (Como) e all’Università di Milano – Bicocca. Uno di essi è un importante dirigente di ricerca del CRN.
Molto devo alla mia famiglia che mi ha insegnato sia il dovere di raggiungere anche con sacrifici i risultati e gli obiettivi prefissati, sia l’amore per la cultura e per lo sport. Una famiglia unita e sotto molti punti di vista multifunzionale. Una madre che mi indicava quando avevo dodici / tredici anni i libri da leggere e che mi spingeva alla competizione per riuscire, un padre che mi avvicinava allo sport (calcio, baseball, pallacanestro, tennis, sci) ma sempre con dolcezza per praticarlo a livello amatoriale, senza eccedere in termini competitivi. Lo sport inteso come piacere fisico e, se sport di gruppo, come spirito di coesione.
Tutto ciò mi è stato di grande aiuto quando poi ho assunto posizioni rilevanti come docente, come manager industriale ed infine come opinion leader della politica della ricerca.
Infine le mie molteplici attività come ricercatore, consulente e manager sono state possibili grazie a mia moglie, come me chimica e docente universitaria, che con una grande pazienza mi ha sostenuto e sopportato.
Non abbiamo avuto figli, ma abbiamo due nipoti, ormai grandi, che consideriamo come figli.
Non ho particolari hobbies. Il mio hobby è il lavoro; in particolare mi dedico con grande piacere alla stesura di lavori scientifici durante il week-end.
Nella mia vita ho dovuto superare nel 1989 con successo una prova difficile come il trapianto cardiaco, che recentemente (il 31 Dicembre 2005) ho dovuto ripetere. Sono rinato due volte grazie ad un grande cardiochirurgo, il Professor Mario Viganò.
L’abitudine ad affrontare i problemi e a risolverli e a non postporre ciò che si deve fare, unitamente ad un carattere ottimista mi hanno permesso e sempre mi permetteranno di superare queste difficili prove e molte altre, anche se meno significative.
Non sempre ho vinto le molte  sfide, che mi sono posto. In particolare in campo industriale alcune sono finite in insuccessi, anche se non per colpa mia. Questa è la vita. L’importante è provarci ancora una volta e questo è il mio motto.